> Vetrina dei luoghi di culto e di fede a .. Aragona, A. della Rocca, Bivona e Burgio Aragona
Vetrina dei luoghi di culto e di fede a .. Aragona, A. della Rocca, Bivona e Burgio
92021 Aragona

 

Vetrina dei luoghi di culto e di fede a......Aragona, Alessandria della Rocca, Bivona e Burgio

 

ARAGONA - Luogo di antichi misteri sacri

Ad Aragona è custodito un frammento della Sindone che, durante i venerdì di marzo, si tinge misteriosamente di rosso, quasi a ricordare il sangue di Cristo.
In realtà dovrebbe trattarsi di una copia estratta dall’originale Sindone di Torino, ma il mistero rimane, proviamo quindi a seguire più da vicino questa particolare storia.

Durante l’anno 1656, Giulio Tomasi di Lampedusa, fondatore di Palma, era riuscito ad ottenere dai Savoia una copia estratta dall’originale della Sacra Sindone di Torino; successivamente, nel 1684, il principe di Aragona Baldassare IV Naselli diede in moglie la figlia Melchiorra al figlio di Giulio Ferdinando I Tomasi, e per l’occasione riuscì ad ottenere un frammento del sacro lenzuolo.
La reliquia venne modellata dall’argentiere palermitano Omodei, il quale realizzò un reliquiario a pendente, chiuso a sua volta in una piccola cornice decorata con smalti neri su oro. Vari resoconti storici risalenti al 1700 parlano dell’esistenza di una sacra reliquia, formata da due piccoli pezzi della Sindone che miracolosamente si coloravano di rosso ogni venerdì di marzo quando venivano esposti in chiesa.
La reliquia per un lungo periodo venne custodita nella chiesa madre per poi successivamente essere trasportata in altre chiese, fino a quando, agli inizi degli anni Sessanta scomparve. Il suo ritrovamento avvenne in maniera fortuita all’interno della cripta della Chiesa del Rosario durante alcuni lavori di restauro.

Ogni venerdì di marzo, quando la reliquia viene esposta in chiesa, il suo colore cambia, diventa di un rosso molto carico rispetto al vermiglio che appare durante tutto il resto dell’anno.
Nessuno ha mai spiegato cosa realmente accade e questo piccolo, quasi sconosciuto mistero di Sicilia, rimane ancora oggi in bilico tra fede e scienza, alimentando quel bisogno di spiritualità ormai così carente in questo complicato momento storico.

Da non perdere i magnifici capolavori presenti nella Chiesa Madre o dei Santi Tre Re il cui interno è arricchito da pregevoli stucchi del Serpotta, da una Madonna del Gaggini, alcune tele del Bagnasco e un pregevole presepio in carta pesta della fine del ‘600.

 

 ALESSANDRIA DELLA ROCCA - Il Santuario di Santa Maria della Rocca

Il Santuario della Santa Maria della Rocca sorge accanto ad una massiccia rupe a un chilometro a nord di Alessandria. Come per molti Santuari anche la storia sul ritrovamento della statua raffigurante la Vergine, nella tradizione popolare, sconfìna nella leggenda. Si narra che una donna intenta a raccogliere delle verdure sia apparsa la Madonna indicandole di scavare proprio nel punto dove si trovava. Venne così rinvenuta la statua della Vergine risalente al VI secolo. A questa leggenda si intreccia la storia del barone di Resuttana, proprietario del terreno, che avendo saputo del ritrovamento, si appropriò della statua della madonna e pensò bene di appropriarsene per esporla all’interno di un proprio palazzo di Palermo. L’ira del popolo costrinse il nobile a desistere dal suo intento e non solo a cedere la statua, ma anche a costruire l’attuale Santuario della Madonna della Rocca sul posto dove era avvenuto il prodigioso ritrovamento, meta oggi di numerosi fedeli.

  

BIVONA - L'Antica Chiesa Madre

Si tratta dell'antica chiesa madre del paese la cui costruzione è attribuita a Giovanni Chiaramonte, insignito nel 1374 della signoria sulla cittadina. La chiesa fu dedicata a Santa Maria Mater Salvatoris.

Ebbe restauri nel corso del Seicento e del Settecento. Nel 1781essendo in cattive condizioni le funzioni di chiesa matrice furono trasferite alla chiesa dei Gesuiti e fu chiusa al culto nel 1824.

Oggi resta la facciata con un portale gotico con tre fasce progressivamente rientranti ornate da decorazioni scolpite sorrette da tre colonnine su ciascun lato. Le chiavi d'arco sono ornate dall'alto verso il basso: da una croce greca, da un Agnus Dei con la croce e la figura di un profeta con un bastone, una donna che allatta (forse simbolo della Carità) e l'Annunciazione. Il portale è sormontato da un grande rosone circolare e da tre stemmi che lo circondano,tra cui quello della famiglia Chiaramonte.

La chiesa aveva ospitato un fonte battesimale trecentesco, la quattrocentesca statua di Madonna con Bambino (Madonna della Candelora), attribuita alla bottega di Domenico Gagini e un Crocifisso cinquecentesco, tutti spostati nella nuova chiesa matrice.

 

BURGIO - Chiesa Madre dedicata a S. Antonio Abate

 

La Chiesa Madre, dedicata a S.Antonio Abate, protettore di Burgio, sorge nella zona più alta del paese.

Non esistono documenti riguardo alla data di edificazione della Chiesa, ma è probabile, da fonti storiche attendibili, che ciò avvenne durante la dominazione normanna.
Andata in rovina, sulle sue pietre fu riedificata l'attuale Chiesa in stile rinascimentale, mentre il campanile risale al sec. XVI e l'intero edificio fu radicalmente restaurato nel 1749.

Essa presenta uno splendido portale esterno sul lato sinistro di stile rinascimentale, con una pregevole nicchia a lunetta in cui è custodita una statua della Madonna col Bambino, circondata da statuette di santi.

Sempre dall'esterno è visibile il campanile con quattro campane bronzee e l'orologio comunale.

L'interno della Chiesa è a tre navate con il tetto a botte; le navate laterali sono con copertura a volte a crociera romana.Tutte le pareti dell'edificio sacro sono decorate con magnifici stucchi e vi si trovano anche cinque statue, opere di Orazio Ferraro (1573-1650).

Le navate sono dieci e custodiscono opere d'arte che, in alcuni casi, sono di estremo valore artistico e storico. In particolare, nella cappella dedicata alla Madonna di Trapani, si può ammirare una bella statua della Madonna col Bambino, opera di Vincenzo Gagini (1527-1595).

Il presbiterio è circondato da un coro ligneo del 1600 che, in passato, ospitava i sacerdoti ed i frati per la celebrazione delle solenni liturgie.

Nella Chiesa inoltre è custodito un grande Crocifisso in legno risalente al XIII secolo.


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