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Itinerario nel centro storico di Licata - percorsi tematici

Itinerario del Liberty

Licata, identificata e conosciuta come città del Liberty, regala ai suoi visitatori la vista di numerosi monumenti, sontuose ville e preziose decorazioni custoditi nel suo territorio.

Piazza Progresso, fulcro e cuore di Licata, è la vetrina più rappresentativa dello stile liberty in città. Il monumento simbolo è il Palazzo di Città, con la torre dell’orologio civico. Progettato ai primi del ‘900 dal più insigne esponente del Liberty siciliano, l’architetto Ernesto Basile, completato nel 1942, divenne la sede del Municipio.

Il Palazzo di Città è valorizzato dalla presenza di altri due prestigiosi palazzi dello stesso stile, il palazzo Verderame Navarra e il palazzo Arturo Verderame, quest’ultimo riccamente arredato e affrescato. Altre realtà di pregio sono il palazzo Re-Grillo e il Teatro Re.

Accattivante e coinvolgente è il Parco delle Ville Liberty. Qui si trovano le dimore realizzate nei primi del ‘900 dai nobili e borghesi del tempo. Belle, eleganti e raffinate, le Ville furono progettate da Filippo Re Grillo - allievo di Ernesto Basile – e impreziosite da affreschi del pittore palermitano Salvatore Gregorietti.

Itinerario culturale religioso

Emozionante l’itinerario che si snoda tra piazze, viuzze , scalinate, spiazzi armoniosi nel centro storico di Licata, costellato di numerose Chiese, scrigni di notevoli opere d’arte.

Prima tappa la Chiesa di San Francesco, una esemplare testimonianza del barocco siciliano. All’interno si ha l’opportunità di ammirare una rara e pregevole realizzazione di intaglio ligneo che impreziosisce la cappella seicentesca dell’Immacolata, con al centro una scultura della stessa fattura della Vergine Assunta.

A seguire Santa Maria La Nuova ( Duomo ). Consacrata e inaugurata nel 1508, fu costruita in concomitanza con l’espansione demografica della città per dotare i fedeli di un Duomo più spazioso e imponente di quello già esistente di Santa Maria La Vetere. Il Duomo, articolato in tre navate di stile rinascimentale, è impreziosito di affreschi, tele, sculture, statue e pannelli lignei di pregiata fattura. Da tanta magnificenza risalta su tutto la Cappella del Cristo Nero con l’imponente Crocifisso, che cattura l’attenzione e la devozione dei visitatori. Di singolare valenza artistica e religiosa, testimonia lo sfarzo dello stile barocco esplicitato dalle raffinate decorazioni e dal ricercato intarsio ligneo.

Nelle vicinanze la Chiesa S.Angelo. Chiesa simbolo della città che accoglie le reliquie del Santo Patrono. Sorta sul luogo del martirio del Santo, il primo riferimento alla sua esistenza risale al 1308. Di rilevante pregio e struggente bellezza il patrimonio artistico custodito al suo interno: opere pittoriche del ‘600, Sant’Angelo in estasi, il martirio di Sant’Angelo, la tela dell’Ecce Homo e alcune statue in legno del ‘700 riproducenti figure sacre. Ma l’interesse del visitatore è calamitato dalla originaria cappella di Sant’Angelo, posta a sinistra della navata, al cui interno, incastonata tra pregevoli opere pittoriche del ‘700, risplende l’urna d’argento, preziosamente istoriata, che accoglie le reliquie del Santo Patrono. La cappella è delimitata da una artistica cancellata del 1680.

Una visita merita anche l’attiguo convento del XVII secolo, con il Chiostro restaurato che cattura gli occhi, la mente e l’anima. Al suo interno è ubicato il Museo archeologico della Badia

 

Vicino al Convento sorge la Chiesa del S.S. Salvatore sede dell'omonima Confraternita che affascina fedeli e visitatori per la sequenza di dipinti riproducenti episodi del Nuovo Testamento.

A breve distanza la Chiesa di San Domenico. In stile barocco, è inclusiva dell’omonimo convento. Al suo interno si possono ammirare due tele del 1600 del pittore fiorentino Filippo Paladini. Una rappresenta Sant’Antonio Abate e storie della sua vita. L’altra del 1611 mostra la Trinità e i Santi.

La prossima visita è rivolge alla Chiesa-Convento del Carmine. Colpisce direttamente gli occhi e va diritto al cuore la vista del prospetto barocco della chiesa del Convento del Carmine. Di origine medioevale, la struttura conventuale edificata tra il XIII e il XIV secolo, è stata più volte rimaneggiata. Nel ‘700 è stato realizzato il portale che, imponente e ricercato, valorizza l’intero complesso e lo caratterizza come uno dei monumenti più rappresentativi di Licata.

Lontano dal centro abitato, sparse tra i sentieri inerpicati sul versante collinare, svettano numerose chiesette la cui visita si accompagna all’esperienza di una passeggiata bucolica, ristoratrice del corpo e dell’anima. La Chiesa Madonna di Pompei risalente al XV secolo sorge su un piazzale che domina la città e il mare. Di piccole dimensioni e con uno schema architettonico semplice, possiede al suo interno un dipinto della Madonna del Rosario col Bambino e Santi del 1897 di Giovanni Cammarata. Più in basso la Chiesa Rupestre Bizantina, vicino al Cimitero dei Cappuccini. Interamente scavata nella roccia è interessante anche per la suggestiva posizione panoramica che regala la visione di uno dei posti più belli della provincia agrigentina.

 

I Borghi 

Tra le più fedeli testimonianze dell'evoluzione storico -sociale del territorio licatese, sono il Borgo San Paolo e il Borgo Marina che vale la pena di visitare. 

Borgo San Paolo: la denominazione del sito si deve alla presenza dei cittadini di Malta che nel 1565, per sfuggire agli assalti dei marinai turchi, si rifugiarono a Licata e - in seguito ad una nuova immigrazione del 1645 - diedero vita al primo borgo”fuori le mura”. Edificato alle falde nord-orientali di Monte Sant’Angelo, venne dedicato a San Paolo, protettore di Malta. La struttura architettonica e urbanistica del quartiere “Maltese” di San Paolo è facilmente identificabile e piacevolmente fruibile dai visitatori.

La seconda tappa è rivolta al Borgo Marina. Il percorso tra vicoli, stradine strette e anguste, cortiletti e bagli, consente di immergersi in una atmosfera ricca di storia e di cultura. Di origine araba, il borgo fu testimone, durante il Medioevo, della espansione economica di Licata, connessa al fiorente commercio del grano e alla preminenza del porto.

Nelle vicinanze un richiamo a cui non bisogna sottrarsi: la visita ai Cantieri Navali. Luogo di fatica e di fascino irresistibile, vantano una antichissima tradizione. La loro origine risale al IV secolo a. C. quando a Licata giunsero le prime imbarcazioni.

 


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