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R. N. O. - Foce del Platani-il fiume e la sua Valle
Foce del Platani - 92100 Agrigento

 

 La storia e il percorso del Fiume Platani

Gli storici affermano che l’evoluzione di un popolo, delle grandi civiltà, di un territorio, avviene più rapidamente quando vi è la presenza di mari, fiumi, percorsi navigabili in genere. Questo perché spesso “le acque” consentono la scoperta di nuove terre e favoriscono l’integrazione tra i popoli. Anche il fiume Platani, culla della civiltà indigena Sicana, è un corso d’acqua che nel suo piccolo ha contribuito come elemento di grande importanza, nel processo di diffusione della presenza umana nella Sicilia centro-meridionale.

Il Platani inizia il suo percorso nel territorio di Castronovo di Sicilia, a Portella di Mola, attraverso un tortuoso corso, che si snoda tra le province di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, per giungere, dopo un percorso di 115 Km, nei pressi di Eraclea Minoa, dove il fiume sfocia nel Mar Mediterraneo. Molti sono i territori comunali interessati dal percorso fluviale, tra i più importanti si annoverano Cammarata, Mussomeli, Casteltermini, Aragona e Ribera. Scorre in un’aperta valle serpeggiando in un ricco disegno di meandri dal fondo sabbioso e le sue acque salmastre denotano la presenza di salgemma. Il suo tracciato, nelle linee generali, è identificabile in tre segmenti, che definiscono rispettivamente l’alto, il medio ed il basso corso del Platani.

Il Platani fortunatamente conserva ancora per lunghi tratti, il fascino intatto dell’ambiente fluviale mediterraneo, con la tipica flora degli habitat salmastri, che accompagna il fiume lungo tutto il suo percorso. Il paesaggio che circonda il fiume è molto suggestivo e variegato e offre la possibilità di cogliere in un’unica sintesi i suoi vari aspetti: Monte Cammarata che si erge imponente per oltre 1500 m, ove è possibile ammirare uno dei più ampi e superbi panorami della Sicilia, le colline aspre e biancastre di gesso cristallino disseminate lungo il medio corso del Platani, i meandri disegnati dal fiume, i paesini arroccati sulle rupi con le loro gloriose storie, i mandorleti in fiore con i primi tepori di primavera, e tanto altro ancora. Tutto ciò rappresenta, nell’insieme, quel patrimonio naturalistico- storico-culturale che rendono il fiume Platani unico in Sicilia. Il Platani, infatti, non è solo una risorsa ambientale di pregio, ma rappresenta anche un riferimento storico - archeologico di grande valenza. La valle del Platani è stata culla di alcune civiltà che risalgono al periodo Neolitico, la più importante delle quali è quella dei Sicani, unità etnica che si fa risalire alla protostoria della Sicilia centro-occidentale. Essi trovarono congeniale insediarsi nella valle del Platani sia per la presenza del fiume, navigabile fino all’età romana, sia per la presenza lungo i fianchi della valle, del sale che rappresentava un ottimo prodotto di scambio commerciale. Le popolazioni sicane praticavano l’agricoltura e la pastorizia, vivevano in piccole comunità sulle colline e nei luoghi che la natura rendeva di difficile accesso. In uno di questi luoghi si svolse la leggendaria vicenda di Dedalo che fuggito da Creta, dopo aver progettato la costruzione del famigerato labirinto, arrivò in Sicilia e fu ospitato dal re Cocalo. Dedalo, in debito per l’ospitalità ricevuta, fece costruire una città saldissima su un’altura che la rendeva sicura da ogni attacco nemico. Si trattava della leggendaria Camico, che oggi, secondo alcuni studiosi, si ritiene dovesse sorgere nei pressi del colle di S. Angelo Muxaro, tesi avvalorata dalla presenza della suggestiva necropoli di S. Angelo.

La valle del Platani conserva, altresì, i segni della storia mineraria che a partire dal XIX secolo interessò le aree interne della Sicilia. Numerose sono le miniere dismesse presenti in prossimità del fiume, e tra tutte è da citare la miniera di zolfo “Cozzo Disi”, in territorio di Casteltermini. In essa si svolse il dramma dei “Carusi Siciliani”, adolescenti che erano costretti a lavorare in condizioni disumane, e spesso erano vittime di violenze e angherie da parte degli adulti.

Il fiume Platani rappresenta un eccellente corridoio ecologico per la sosta e la nidificazione di molte specie di uccelli durante le fasi migratorie. Tra le specie migratorie, fino ad oggi osservate, possiamo menzionare l’Occhione, diventato sempre più raro a causa di una agricoltura non ecocompatibile, l’Airone cenerino, l’Airone bianco maggiore e il Cavaliere d’Italia.

 

La Riserva  Naturale Orientata della  Foce del fiume Platani

Seguendo il percorso verso il mare africano si arriva alla sua foce. Riserva naturale di incantevole bellezza, essa ricade nei territori comunali di Ribera e Cattolica Eraclea, protesa tra la spiaggia di Borgo Bonsignore e il promontorio di Capo Bianco. A est della foce, sta maestosa su un altipiano l’antica città di Heraclea Minoa. 


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