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Canicattì

 

RICCA DI PALAZZI NOBILIARI


 

 A metà strada tra Agrigento e Caltanissetta, su un territorio collinare, sorge Canicattì il cui nome affonda le radici nel fascino della cultura araba. Il nome deriva, infatti,  dall'arabo al - Quatah e testimonia l'esistenza di una fortificazioneall'epoca del dominio islamico.

 Feudo dei Palmeri, e poi dei De Crescenzi che nel 1467 ne ampliarono l'abitato, il paese appartenne anche ai Bonanno dal 1507 al 1819. Con il casato Bonanno la città conobbe un considerevole incremento demografico; i feudatari, prima baroni, poi duchi e infine principi della Cattolica, fecero costruire splendidi edifici e fontane. L'ultimo dei Bonanno, nel 1819, cedette la signoria di Canicattì al Barone Gabriele Chiaramonte Bordonaro.

Raggiunta l'unità d'Italia a Canicattì sorsero banche, mulini e stabilimenti che incrementarono il commercio. Per tutto il corso del novecento l'economia della città si è basata fondamentalmente sull'agricoltura ( Uva da tavola sopratutto), commercio e settore terziario. Per la sua prosperità agricola, fondata sopratutto sulla coltura dei vigneti di uva da tavola, Canicattì è stata annoverata nel 1987 tra i Cento Comuni della Piccola-Grande Italia.

  

PRINCIPALI  ATTRAZIONI – COSA VEDERE A CANICATTI'

Ogni stradina del centro storico è un mondo che si svela, un cammino ricco di storia e mito. Le numerose chiese, palazzi e monumenti sono di straordinario interesse artistico e architettonico.

Si parte da un punto centrale,  il corso Umberto,  dove erge la Chiesa San Diego e poi in piazza IV Novembre, dove si trovano: la statua di Gioacchino La Lumia, venerato padre capuccino,  la settecentesca Chiesa del Purgatorio e la Fontana del Nettuno del XVII.

 Nelle vicinanze si scorgono  i resti del castello Bonanno e la settecentesca torre dell'orologio.

Alle spalle di Piazza XXIV Maggio, in via Duomo, alla sommità di una gradinata, erge il maestoso Duomo rinascimentale che celebra San Pancrazio, patrono della città. L’interno, a croce latina, custodisce pregiati dipinti e una statua marmorea della Modonna delle Grazie di epoca bizantina.

In piazza Indipendenza, si può ammirare la Chiesa dello Spirito Santo, di età barocca (1633) che custodisce una statua della Madonna di scuola gaginesca (1643).

Diversi sono,  inoltre, i palazzi nobiliari, che svettano sontuosi e imponenti: lo scenografico Teatro Sociale in stile liberty, opera dell’architetto Ernesto Basile; la Villa Firriato, sempre del Basile, edificata alla fine dell'800; Palazzo Gangitano del XVII, sito in via Calatafimi; Palazzo Ferro, costruito nel 18° secolo e sito in Piazza Roma; Palazzo Bartocelli, costruito nel 18° secolo e sito in via Colombo; Villa Giacchetto, già residenza estiva delle monache benedettine di Naro e il Palazzo La Lomia del XVII secolo, sito in via Colombo. 

DISTANZA DA AGRIGENTO km 37 S.S. 640 

Come arrivare a Canicatti'

Collegamenti autolinee da Agrigento 

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